Onere probatorio in materia di responsabilità medica contrattuale

Nelle cause di responsabilità medica e/o comunque di natura contrattuale, il paziente che agisce in giudizio deducendo l’esatto adempimento dell’obbligazione sanitaria, è tenuto a provare unicamente il contratto e ad allegare l’inadempimento del sanitario, restando a carico del debitore l’onere di provare l’esatto adempimento. L’esposto principio, tuttavia, non può tradursi, né comportare una sorta di responsabilità oggettiva in capo alla struttura convenuta che prescinda dall’accertamento in capo alla stessa di un addebito colposo, anche perché incombe sempre sul creditore l’onere di allegare uno specifico inadempimento e di provare il danno conseguenza ed il nesso di causalità tra l’evento dannoso e le conseguenze pregiudizievoli, anche nell’ambito della responsabilità contrattuale.

(Trib. Genova Sez. II, 21/10/2014)

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Consenso informato – Dovere di informazione

Il dovere di informazione che precede l’esecuzione di un intervento chirurgico mira a far conoscere al paziente i rischi prevedibili cui potrebbe andare incontro nelle fasi della terapia medica e dell’intervento chirurgico e non comprende anche gli esiti anomali al limite del fortuito che non assumono rilievo secondo l’id quod plerumque accidit.

(Trib. Firenze Sez. II, 04/09/2014)

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Responsabilità della struttura sanitaria per i danni subiti in occasione di emotrasfusioni

La responsabilità della struttura sanitaria per i danni subiti dal paziente in occasione delle emotrasfusioni, ha natura contrattuale in quanto, l’accettazione del paziente in ospedale ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale comporta la conclusione di un contratto, soggetto alle regole ordinarie sull’inadempimento sancite dall’art. 1218 c.c. In virtù di tale contratto la struttura è tenuta a fornire al paziente una prestazione variegata definita genericamente di assistenza sanitaria, che include, oltre alla prestazione principale medica, anche una serie di obblighi di protezione ed accessori.

(Trib. Bari Sez. III, 24/11/2014)

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Inadempimento rilevante in materia di responsabilità medica

In materia di responsabilità medica l’inadempimento rilevante per il risarcimento del danno nelle obbligazioni di comportamento non è qualunque inadempimento, ma solo quello che costituisce causa o concausa efficiente del danno. Ne consegue che l’allegazione del creditore-paziente deve attenere ad un inadempimento astrattamente efficiente alla produzione del danno, mentre è onere del debitore dimostrare o che tale inadempimento non vi è proprio stato ovvero che, pur esistendo, non è stato causa del danno. Secondo i criteri dell’art. 2697 c.c. l’onere di provare l’esistenza del nesso causale tra l’evento lesivo e la condotta del medico, indipendentemente dal grado di difficoltà dell’intervento medico chirurgico, grava sempre sul danneggiato.

(Trib. Pisa, 24/03/2014)

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Difettosa tenuta della cartella clinica e presunzione di responsabilità in capo al medico

La difettosa tenuta della cartella clinica naturalmente non vale ad escludere la sussistenza del nesso eziologico tra la colposa condotta dei medici in relazione alla patologia accertata e la morte, ove risulti provata la idoneità di tale condotta a provocarla, ma consente anzi il ricorso alle presunzioni, come avviene in ogni caso in cui la prova non possa essere data per un comportamento ascrivibile alla stessa parte contro la quale il fatto da provare avrebbe potuto essere invocato, nel quadro dei principi in ordine alla distribuzione dell’onere della prova ed al rilievo che assume a tal fine la “vicinanza alla prova”, e cioè la effettiva possibilità per l’una o per l’altra parte di offrirla”.

(Cass. Civ. n. 20547 del 2014)

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